Il giorno 26 luglio 2019 abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione degli Albergatori di Rapallo e Zoagli Giacomo Carpi, il quale ci ha raccontato come internet ed alcuni portali (Booking ed Expedia per citare i più famosi) abbiano cambiato il modo in cui il cliente finale sceglie la destinazione del suo soggiorno.
Abbiamo deciso di fare questa intervista a seguito della scelta di 29 strutture dell’Associazione Albergatori di Rapallo e Zoagli, le quali si sono auto-eliminate dall’opzione “preferiti” tutte assieme dal portale “Booking.com”.
Tale opzione permette – almeno sulla carta – alle strutture aderenti un vantaggio sulla visibilità all’interno del portale, dietro il pagamento di una percentuale del 3% aggiuntivo rispetto al normale 15% richiesto per ogni prenotazione effettuata.
Grazie a Giacomo Carpi abbiamo approfondito questo argomento. Nei fatti gli alberghi devono affrontare la concorrenza a basso costo di altre strutture (case vacanze, ostelli) e i portali non fanno distinzione tra un albergo (con i relativi servizi, severe regolamentazioni e costi sostenuti) e le altre strutture ponendo gli alberghi di fronte ad una concorrenza insostenibile, impossibile da combattere ad armi pari. Certo, i portali hanno un selettore per tipologia di struttura ricettiva, ma l’utente medio non la utilizza e guarda solo il prezzo o le recensioni.
Infine Carpi ha voluto precisare con un esempio molto concreto e semplice: Una casa vacanza incassa 100€ ed un albergo incassa 100€, le reddittività di tale cifra nelle due strutture ricettive è completamente diversa, la casa vacanza non è soggetta ad IVA, l’albergo si. La tassazione è differente, ed infine i costi per fornire il servizio, sono completamente diversi nelle due strutture ricettive.
Carpi ha evidenziato come il “cybernauta” di internet, a volte sceglie un prodotto o un servizio senza rendersi conto veramente di cosa stia acquistando “in preda” alla “frenesia del click”. Tale comportamento porta come conseguenza il pensare di aver acquistato un determinato servizio/prodotto, ritrovandosi poi ad usufruire di tutt’altro.
La domanda che ci si pone é << come si può risolvere questa imparità sugli OTA?>>
Carpi ha sottolineato che vede i portali come dei “carrarmati affamati” che accolgono tutte le tipologie di strutture in nome del “dio profitto”, senza fare una vera distinzione tra le varie offerte proposte. Ormai a detta di Carpi, il cliente finale si basa più sul prezzo che sui reali servizi offerti dalla struttura scelta.
Come ci ha raccontato Carpi, gli hotel hanno degli standard molto rigidi da rispettare, dipendenti da pagare e molte più tasse in confronto alle case vacanza, le quali possono essere gestite anche in modo famigliare; queste ultime offrono facilmente prezzi minori sul mercato, risultando più appetibili per l’utente che naviga su internet alla ricerca di una sistemazione. Come evidenziato da Carpi, le case vacanza sono in numero nettamente maggiore confronto agli Hotel (con rapporto 10 a 1), di conseguenza gli OTA che mischiano diverse tipologie di strutture ricettive portano ad uno svantaggio marcato per gli Hotel, il programma “preferiti” di Booking non faceva alcuna concreta differenza per le strutture interessate.
Infine Carpi ci ha confermato che se il cliente finale invece di utilizzare gli OTA eseguisse una prenotazione diretta in struttura, sicuramente avrebbe diritto ad un trattamento economico di favore, grazie al contatto diretto tra erogatore del servizio e dell’utilizzatore finale. Senza commissioni da pagare ad intermediari ad esempio, quel 3% extra prima pagato per apparire su Booking può essere riinvestito in un servizio aggiuntivo per il cliente diretto, oppure offerto come scontistica, e così via.
Gli albergatori di tutto il mondo iniziano a comprendere che se il trend nei prossimi anni sarà quello dettato dai maggiori OTA, molto strutture alberghiere verranno messe in crisi fino a dover chiudere i battenti. Molte persone che lavorano nelle strutture alberghiere perderanno il lavoro, con un conseguente impoverimento del tessuto economico globale.
Il nostro pensiero da persone che si occupano di comunicazione digitale è molto semplice a riguardo: Giacomo Carpi come Presidente dell’Associazione degli Albergatori di Rapallo e Zoagli ha ragione, il mondo delle prenotazioni è cambiato, le abitudini delle persone sono cambiate ed il modo di affrontare il soggiorno è cambiato, ormai tutto passa da internet, strumento incredibile ma allo stesso tempo responsabile di concorrenza insostenibile, una situazione insanabile se non con un intervento mirato da parte di chi ci Governa.
A tutti gli albergatori d’Italia, noi siamo con Voi.